Unexpected

Racconto ispirato al libro “Be safe” di Xavier-Laurent Petit

Unexpected

10 anni dopo

-Marka muoviti! Siamo in ritardo!-

-Arrivo!-

Siamo diretti verso Denver, la terza tappa del nostro tour.

Dopo la vicenda di Jeremy io e Marka ci siamo diplomati e abbiamo inciso un altro disco che però è stato prodotto in 100000 copie e  non in tre, come il primo.

La nostra vita è andata avanti dopotutto.

Mamma e papà si sono riavvicinati moltissimo e anche io ho migliorato i miei rapporti con loro, soprattutto con papà: ogni tanto parliamo ancora della sua esperienza.

Dopo che nonna ebbe accompagnato Jeremy, i miei non vollero parlarle per qualche mese, ma piano piano le cose sono tornate come prima, anche perché una volta Jeremy provò a mettersi in contatto con noi e le aveva mandato una lettera. Diceva che stava bene, che gli dispiaceva per ciò che era successo e di non preoccuparsi perché se la sarebbe cavata. Le classiche frasi  per dire che molto probabilmente non ci saremmo mai più rivisti e infatti  questo era successo circa cinque anni fa.

Io e Marka intanto avevamo ottenuto un grande successo e ora eravamo una band conosciuta in tutto il paese. Al gruppo si era aggiunto Mark, un batterista che avevamo conosciuto all’università  che ci dava una mano con i pezzi un po’ più rock rispetto alle nostre canzoni sulla guerra civile, anche se quello restava il nostro cavallo di battaglia.

Ora eravamo pieni di lavoro, pieni di fan e soprattutto pieni di soldi, il che non era male.

Arrivammo a Denver verso mezzogiorno e facemmo una prova generale prima di iniziare  a prepararci. La  scaletta comprendeva i pezzi clou dell’ultimo album più la canzone che aveva dato inizio al nostro percorso musicale, Over There.

Da un po’ di tempo avevo preso l’abitudine di indossare a ogni concerto una collana che avevo trovato nella camera di Jeremy e che  era diventata il mio portafortuna da quando egli aveva disertato. Quella sera ero davvero di buon umore e avevo buone aspettative per il concerto. Sentivo che qualcosa di bello sarebbe accaduto.

Verso le nove e venti i proiettori iniziarono a puntare tubi di luce sul pubblico e noi entrammo in scena per suonare il nostro ultimo singolo. Le urla dei fans si levarono e una sensazione bellissima mi travolse, sensazione che aumentò quando Marka iniziò a  cantare, con la sua voce magnifica.

Andò benissimo, anche meglio del solito e alla fine ci fu un applauso di almeno 5 minuti.

Quando fui  nel camerino e stavo per farmi una doccia sentii bussare alla porta. Pensai: “Un altro bambino che vuole una foto e un autografo”.

La porta si aprì e spuntò il nostro menager, Alex, che mi disse che c’era una persona molto importante che voleva vedermi, allora gli feci cenno di farla entrare.

Quando vidi la figura riflessa nello specchio davanti a me non potevo crederci, avevo sognato quel momento per anni e da anni avevo perso le speranze. Si trattava di  mio fratello, mio fratello Jeremy.

Bonetti Gabriella , Borsa Davide, Dotta Lorenzo, Sorrentino Simone.

2^D  Ragioneria IIS “Arimondi- Eula” Savigliano.

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