Nodi al pettine

Racconto ispirato a “Nodi al pettine

“Sta scherzando”. L’uomo alzò stancamente gli occhi al cielo e scosse la testa paziente, come se stesse parlando con un bambino capriccioso che si rifiutava di accettare la realtà delle cose.
“Dottoressa, Lei è stata giudicata da altri medici,infermiere e pazienti totalmente priva di sensibilità e comprensione. I suoi atteggiamenti sono troppo duri e critici”.
“Quindi mi sta dicendo che dato che sono un ottimo chirurgo,anzi il migliore tra quelli del mio anno,e mi comporto come un medico dovrei andare per un anno e mezzo in un posto dimenticato da Dio?”.
“Non si tratta di una punizione,il consiglio ha concordato che potrebbe esserle utile trascorrere un periodo di tempo in una clinica più piccola in modo da poter comprendere come relazionarsi con i pazienti. Inoltre,ho sentito dire che la Georgia non è così male come sembra”. La giovane si sporse in avanti e sillabò ogni singola lettera che le uscì dalle labbra “Nemmeno morta”

“Deve essere uno scherzo” grugnì la giovane varcando quello che sarebbe dovuto essere il suo posto di lavoro.
“Ciao,benvenuta. Tu devi essere Kate” la salutò un ragazzo all’incirca della sua età, sorridendole cordiale “Sono Sam,sono il proprietario della clinica. Mi hanno riferito che …”
“Mettiamo bene in chiaro alcune cose: sono qui solo temporaneamente,in attesa che mio padre, che si dà il caso sia il miglior cardiochirurgo di New York, mi tiri fuori di qui in modo che possa terminare la specializzazione in neurochirurgia. Ah,non perdere tempo a provarci con me”. Il ragazzo sorrise,vedendo un esserino con una criniera di capelli ricci, alta appena un metro e sessanta colma di acidità e presunzione.
“Bene,vedo che sei di buon umore. Non mi interessa se tu qui ci voglia restare o meno,ma dato che c’è un’emergenza,dobbiamo andare”. gli occhi di Kate si illuminarono pensando ai feriti ed eventuali operazioni “Ah, per la cronaca, sono gay” aggiunse Sam prima di uscire.

“Non sei serio vero?” domandò scettica guardando il piccolo ragazzino di otto anni che si massaggiava in lacrime il ginocchio, dove si intravedeva appena un taglietto .
“Sai una cosa?” sussurrò Sam al bambino “Questa è una ferita da eroe. Vero,collega?” interpellò l’altra,notando che il piccolo non accennava a smettere di lagnarsi.
“Senti ragazzino,sarebbe stato peggio fossi caduto e ti fossi rotto l’osso del collo perché …”
“Molto bene” interruppe il medico “Questa è una ferita da combattente, vantatene un po’”. Il bambino sembrò rivalutare la situazione e dopo neanche pochi secondi corse verso gli amici. “Signora,non si preoccupi, a volte i bambini tendono ad esagerare” sorrise Sam ad una donna agitatissima,che annuì.
“Ho provato ad essere gentile, ma un anno e mezzo non volerà se continui a comportarti così. Cambia atteggiamento” disse poi alla ragazza in tono duro allontanandosi.

“Tesoro,sono passate due settimane. Come ti senti?”. Kate alzò gli occhi al cielo per il tono della madre,che faceva sembrare fosse partita per l’Afghanistan “Tuo padre sta tentando il possibile, ma tu devi impegnarti”.Lei non ci aveva provato,non aveva curato un solo paziente,non che ci fosse stata chissà quale emergenza: comportandosi così magari Sam l’avrebbe cacciata.
“Scusi, sa dirmi cosa devo farne?” chiese una donna anziana presentatasi sulla porta della clinica che quella sera era affidata solo a Kate.La giovane guardò svogliatamente e rispose “Una pillola a digiuno,ogni mattina”.La signora la abbracciò inaspettatamente e Kate si sentì pervadere da un affetto che non aveva mai provato prima. Normalmente non si curava mai di ricevere l’affetto, la gratitudine di chi aiutava:si limitava a operare,senza sosta e senza contatti umani.
“Kate,allora?Odi ancora quel posto?” domandò madre.
“S-sì”rispose,per la prima volta senza la sua caratteristica sicurezza.

“No.Non ho studiato per diventare veterinario”
“Senti Doc, la natura non si ferma perché a te non piacciono gli animali. Mettiti i guanti e aiutami” Kate arricciò il naso per l’odore di paglia presente nella stalla si avvicinò furibonda.

“Bellissimo” sussurrò con le lacrime agli occhi,vedendo il piccolo puledro appena nato che si reggeva a stento sulle zampe.
“Questo dovresti ricordarti ogni volta che curi qualcuno,animale,bambino-eroe o chiunque sia. Lo fai per vedere qualcosa,non per dimostrare quanto sei brava. La gratificazione potrebbe non essere un premio Nobel,ma solo il sorriso di una madre che era terrorizzata per un taglietto sul ginocchio del figlio. La medicina non è fretta,arroganza e competizione: è un’arte,è passione”
Una lacrima scese sulla guancia di Kate,che sorrise “Credo sarà un anno e mezzo davvero indimenticabile”

Francesca Giraudo

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